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mercoledì 11 settembre 2013

Scuola, Toscana ad impatto zero.

(ansa.it)
                                                                                                              

Dopo le varie sforbiciate rimediate negli ultimi anni al budget per la scuola, compresa l'edilizia scolastica, arriva una notizia davvero molto bella per gli ambientalisti e tutti coloro che vorrebbero più attenzioni per la nostra Terra. Finalmente, dopo anni di susseguirsi di Governi che hanno posto il problema della cementificazione selvaggia e dell'incuria delle nostra scuole, è partito il nuovo progetto di edilizia scolastica finanziato dalla Regione Toscana e dal comune di Montelupo Fiorentino che ha permesso la realizzazione di una scuola elementare "ad impatto zero" cioè realizzata secondo i criteri di edilizia sostenibile. La struttura completamente realizzata con l'utilizzo di legno ed altri materiali naturali dispone, di ampie vetrate che potranno così catturare la massima luce, di sonde geotermiche a cui sarà affidato il riscaldamento della struttura che produrranno il calore necessario a tener caldi i bambini e il personale della scuola evitando così il consumo di metano e di pannelli fotovoltaici per disporre di energia per il proprio fabbisogno. Infine, come buon auspicio, si è voluto dedicare la scuola alla grande astrofisica appena scomparsa Margherita Hack.   



martedì 18 dicembre 2012

Anche in Toscana....energia a biomasse dal 2015.




Entro il 2015 la regione Toscana, creerà una filiera corta delle biomasse da legno, costruendo una rete di piccoli impianti ciascuno da circa 1 megawatt di potenza. I piccoli impianti collegati tra loro potranno generare 70 megawatt di energia e potranno dare lavoro a circa 700-1000 persone. Il progetto nasce in Toscana poichè è da considerarsi la regione più boscata d'Italia, con il suo 51% del territorio ricoperto da foreste che si estendono su oltre 1,1 milioni di ettari. Inoltre la Toscana ha una provvigione legnosa complessiva di circa 124 milioni di metri cubi, con un accrescimento del 4% annuo. A questo patrimonio si aggiungerebbero anche gli scarti del mondo agricolo (potature, ramagle, ecc.) che ammontano circa a 700 mila tonnellate di sostanze secche. 
Grazie a questo protocollo firmato, già oltre cinquanta comuni toscani hanno dato la loro disponibilità ad ospitare i suddetti impianti nel proprio territorio, poichè lo scopo principale oltre ad essere la produzione di energia a basso impatto ambientale, è anche di creare nuove opportunità di occupazione.