Riniti, congiuntiviti, asma e dermatiti non sembrano passare mai, ma addirittura sembrerebbero in lieve aumento. Il perchè di tale aumento? Beh finalmente la causa del problema sembrerebbe avere un nome, si chiama "ambrosia". Un nome che proviene dalla lingua greca e che significa "immortale". Tralasciando per un attimo il suo significato eziologico, c'è da sapere che l'ambrosia è una pianta appartenente alla famiglia "asteraceae" che come tutte le piante in fase di massima inflorescenza libera in aria (complice il vento) il suo polline per l'impollinazione. Di solito vive nelle zone temperate e nelle zone alpine italiane. Ma pare che ultimamente causa l'innalzamento delle temperature le piante abbiano aumentato la produzione di polline, causando così un'impennata nelle allergie. Infatti secondo uno studio pubblicato da Nature Climate Change la concentrazione di polline rilasciata nell'atmosfera potrebbe addirittura quadruplicarsi entro il 2050 proprio a causa dei cambiamenti climatici. Tutti pronti con gli antistaminici?
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giovedì 28 maggio 2015
Riniti? Tutta colpa dell'ambrosia!!!
Riniti, congiuntiviti, asma e dermatiti non sembrano passare mai, ma addirittura sembrerebbero in lieve aumento. Il perchè di tale aumento? Beh finalmente la causa del problema sembrerebbe avere un nome, si chiama "ambrosia". Un nome che proviene dalla lingua greca e che significa "immortale". Tralasciando per un attimo il suo significato eziologico, c'è da sapere che l'ambrosia è una pianta appartenente alla famiglia "asteraceae" che come tutte le piante in fase di massima inflorescenza libera in aria (complice il vento) il suo polline per l'impollinazione. Di solito vive nelle zone temperate e nelle zone alpine italiane. Ma pare che ultimamente causa l'innalzamento delle temperature le piante abbiano aumentato la produzione di polline, causando così un'impennata nelle allergie. Infatti secondo uno studio pubblicato da Nature Climate Change la concentrazione di polline rilasciata nell'atmosfera potrebbe addirittura quadruplicarsi entro il 2050 proprio a causa dei cambiamenti climatici. Tutti pronti con gli antistaminici?
domenica 9 dicembre 2012
Doha 2012.
Finalmente si è conclusa, dopo ben trentasei ore di negoziato continuo, la conferenza ONU sul clima, tenutasi a Doha. Il documento finale approvato è considerato il secondo periodo di impegni dopo il famoso protocollo di Kyoto, si tratta di un nuovo regime di negoziati per un trattato globale legalmente vincolante sul cambiamento climatico, che chiederà tagli alle emissioni a tutti gli stati membri entro il 2015. L'accordo approvato ha suscitato non poche proteste tra nazioni, attivisti e giornalisti, poichè ha lasciato molti insoddisfatti per la sua mancanza di ambizione. Per il Climate Action Network, una rete di oltre 700 organizzazioni non governative internazionali, la conferenza per il clima ha fallito nel trovare soluzioni per tagliare le crescenti emissioni di CO2, ne ha individuato un percorso per individuare una strategia per movimentare 100 miliardi all'anno entro il 2020 per aiutare i paesi più poveri ad affrontare il cambiamento climatico. Il protocollo entrerà in vigore dal 1 gennaio 2013 e durerà fino al 2020, quando verrà sostituito dal nuovo trattato.
Per i mercati finanziari la notizia è positiva poichè si salvano i mercati volontari del carbonio, ma per gli ambientalisti rimane un'impegno insufficiente per poter affrontare seriamente la questione clima.
Il prossimo appuntamento ONU sul clima si svolgerà a Varsavia nel 2013. Ma le speranze, tra molti delegati e ambientalisti che in queste ore hanno lasciato Doha, sono alquanto basse.
(fonte: ilfattoquotidiano.it)
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