Da oggi, anche i produttori di lampadine (classiche, alogene e a led) dovranno adeguarsi, come stabilito dall'UE, indicando sulle confezioni la loro classificazione energetica tramite un nuovo tipo di etichetta a colori o monocromatica. Così anche per le lampadine troveremo delle etichette, proprio come qualsiasi elettrodomestico, facili ed intuitive con delle lettere contrassegnate che partono dalla A fino ad arrivare alla lettera E, dove la A++ indicherà che la lampadina è altamente efficiente e la E indicherà un'efficienza molto scarsa. Inoltre, oltre alle lettere che contraddistingueranno le nuove lampadine, sulle stesse etichette sarà indicato anche il dato sul consumo ponderato di energia su base annua espresso il Kwh/1000h, così il consumatore potrà essere informato sul reale consumo energetico in bolletta. Per altre informazioni sulla nuova normativa europea, si consiglia magari di dare una sbirciata al sito web www.lampadinagiusta.it, dove il consumatore potrà trovare tutte le informazioni utili per poter scegliere la lampadina più adatta a sè.
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domenica 1 settembre 2013
venerdì 21 giugno 2013
Condizionatori e frigoriferi, dal 2020 si cambia!!!
Ottime notizie giungono dal Bruxelles dove, con 48 voti a favore 19 contrari ed un solo astenuto, l'Europarlamento ha finalmente messo al bando a partire dal 2020 i pericolosissimi gas fluorurati. Gas da un nome al quanto sconosciuto, ma utilizzati soprattutto come gas refrigeranti per frigoriferi e condizionatori. Il relatore della proposta approvata,l'eurodeputato dei verdi Bas Eickhout, nella sua relazione ha dichiarato che negli ultimi anni c'è stato un'aumento del 60% di un loro uso grazie anche alla vendita di condizionatori ed inoltre ha aggiunto che le loro emissioni in aria risultano avere un impatto sul riscaldamento globale fino a 23.000 volte rispetto alla CO2. L'obiettivo primario per l'Europa è di ridurre già un loro utilizzo di circa il 16% entro il 2030, rispetto alle attuali percentuali. Inoltre nel provvedimento appena votato, c'è una sorta di eco-tassa per i produttori, pari fino a 10 euro per tonnellata di CO2 prodotta, oltre ad altre misure previste tra cui il divieto di caricare i gas nelle apparecchiature importate nell'UE ed un divieto di export in paesi non conformi. La speranza è che il Consiglio Europeo possa definire nel più breve tempo disponibile la sua posizione in merito con l'Europarlamento, tanto da far partire i negoziati dopo l'estate.
martedì 5 marzo 2013
Sono davvero "bio" i nuovi carburanti?
Con il "se" e con il "ma" di certo non si rafforza un pensiero anzi, lo si rende più vulnerabile alle tante variabili e fantasiose interpretazioni. Gli stessi dubbi li ha avuti in quest'ultimo periodo anche l'Unione Europea, durante un dibattimento in parlamento sull'uso dei biocarburanti da sempre considerati il futuro dei carburanti, dove la loro eco-sostenibilità rappresentava una valida alternativa all'utilizzo di carburanti tradizionali. Sono bastate due indagini condotte da un centro di ricerca europeo JRC dell'Agenzia per l'Ambiente dei Paesi Bassi e dalla Overmarks Koen, una società tedesca, per far emergere parecchi dubbi sul loro effettivo lato "green". Secondo i ricercatori, il vero problema tra l'altro mai considerato dei biocarburanti risiede nella loro produzione, poichè la loro coltivazione richiederebbe l'abbattimento di parecchi kmq di foreste. Le stesse foreste che oggi chiamiamo "polmoni verdi" e che riescono ad assorbire parecchia CO2, il loro abbattimento quindi a lungo andare aumenterebbe la presenza di CO2 nell'aria. Addirittura secondo Greenpeace, l'utilizzo di biocarburante ricavato da colza, soia e olio di palma sarebbe più dannoso per il clima rispetto ai tradizionali carburanti fossili. Così anche per l'Unione Europea la parola "sostenibilità" tanto osannata dai suoi membri va ora riconsiderata, in quanto per considerare un carburante veramente eco-sostenibile andrebbe considerato il suo intero ciclo produttivo e di vita, pertanto la stessa Commissione Europa ha dovuto ammettere che servono ulteriori approfondimenti e conoscenze per poter così valutare correttamente il reale rapporto costi e benefici.
domenica 17 febbraio 2013
Obiettivo Acqua....ci risiamo!!!
Con un referendum popolare, a favore dell'acqua come bene essenziale primario e comune, il popolo Italiano si è espresso alla quasi unanimità dicendo di no alla privatizzazione della stessa. Invece, medesima petizione e stesso sforzo lo si chiede a tutti i cittadini d'Europa, difatti è stato finalmente raggiunto, senza troppa fatica, l'obiettivo della raccolta firme, grazie a un milione di persone che hanno già sottoscritto l'iniziativa popolare per chiedere all'Unione Europea di proporre una normativa che sancisca il diritto universale all'acqua potabile e di respingere gli attacchi da chi vuole l'acqua privatizzata. La raccolta firme come prevista dal trattato di Lisbona consente ai cittadini europei di prendere parte all'elaborazione delle politiche comunitarie, chiedendo all'esecutivo del parlamento europeo di presentare una proposta legislativa. Sebbene si sia già raggiunto l'obiettivo del milione di firme, gli organizzatori della petizione hanno deciso di proseguire la raccolta per arrivare a due milioni entro il prossimo settembre. Una volta depositata e presentata la petizione popolare alla Commissione europea, essa avrà tre mesi di tempo per esaminarla e decidere quali provvedimenti adottare. Per i promotori della petizione, l'auspicio è che si arrivi a una legislazione UE che imponga ai governi di garantire l'acqua potabile a tutti i cittadine e che escluda la gestione delle risorse idriche da qualsiasi forma di liberalizzazione.
ecco il link per sostenere la petizione: http://www.acquapubblica.eu/
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